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Biggie Paul- Intervista

1) Biggie Paul, Milano, classe 1989, beatmaker & producer. Oggi i nuovi volti dell’underground sono tanti, forse troppi. Per apprezzare il lavoro di ogni nuovo artista e accoglierlo al meglio, è necessario sapere la motivazione che accosta la persona alla musica. Quindi dicci, chi è Biggie Paul e perché fa musica?

Ciao e grazie a voi dello spazio che mi state concedendo. Il mio nome d’arte ha una storia molto semplice: mi venne dato dagli amici di mio fratello quando avevo circa 15 anni…non so bene il perché, forse perché ero già bello altino. Da allora mi è rimasto addosso, e l’ho usato la prima volta per fare dei mix con un programma da dj sul pc con nome di DJ Biggie Paul, ma visto che non ero capace ho tolto il DJ, è così da allora. La passione per il rap mi segue da sempre, in particolare per i beat e le basi. Quando conobbi il primo socio Sangue Freddo, del gruppo Visione Mistica, mi consigliò un programma per beatmaking, molto elementare ma che mi ha aiutato a capire cosa fosse un sequencer, a lavorare sul tempo eccetera. Tutto questo uccideva nel 2008, e questo mi rende relativamente nuovo del mestiere.

2) Jergo, MRB, Remmy e Nerone con Biggie Paul sono i Microfili. Sicuramente durante il tuo percorso, c’è stato un flusso di ispirazione, di contatti o anche semplicemente di “scelte” stilistiche che ti hanno portato poi ad essere uno di loro. Come sei arrivato fino a li?

Dunque, il Microfili esistono da ben prima del mio arrivo, mi sono sempre ispirato alle hit che arrivavano da oltre oceano, in particolarità le sonorità in stile club, che potevano essere produttori come Scott Storch o Sweet Beatz, oppure ancora, una parte più “tamarra” come il dirty south del periodo che va tra il 2003 e il 2007. Poi crescendo un pochino, ho riscoperto sonorità più classiche tipo “campione cassa rullante”. Si può dire che io ami tutte le varie sfumature che il rap ha da proporre; classica, club, struggle, south…mi piacciono tutte indistintamente.

3) Esistono delle correnti Hip Hop che invece non ti appartengono, o non trovi feconde dal punto di vista dell’ispirazione, che si sa segue sempre un flusso soggettivo, quindi che in qualche modo ti “danno di meno” in materia di impulsi? Per esempio la nuova ondata di quelli che sul web ormai vengono definiti “rapper hipsters” e criticati dai più.

Mi piacciono tutte le sfumature del rap, a patto che logicamente sia fatto bene. Questi artisti non sono frequenti nel mio stereo, ma per quello che ho avuto occasione di sentire ci sono lavori davvero interessantissimi. Io come produttore comunque devo stare attento anche alle nuove tendenze, non per forza seguirle ma stare al passo, anche per poter proporre qualcosa di nuovo. Fare tesoro di ogni spunto.

4) Hai in cantiere qualcosa al momento, qualche lavoro firmato Biggie Paul e basta?

Ho in cantiere parecchie cose. Innanzi tutto il nuovo disco della Timestretch Music, che è il gruppo di beatmaker di cui faccio parte, che vede la presenza di altri producer come Johnny Tripla, Aly Armando e i nuovi acquisti Battis e Rob Freeman. Il disco vedrà un sacco di rapper ospiti della scena underground milanese e non solo. Sono inoltre, in uscita con un mixtape insieme al mio amico e socio Cavapawa, saranno 21 tracce prodotte da me e rappate da Cava, e anche qui, un sacco di ospiti nei featuring.
I microfili sono tutti al lavoro su soggetti singoli, ma penso che ci sarà qualcosina anche tutti e 5 insieme. Per un mio progetto solista credo di non essere ancora pronto, anche se fa parte delle cose che mi auguro di sviluppare presto.

5) In ogni campo, per quello che riguarda qualsiasi forma d’arte che si spinge e compresa ovviamente la musica di un determinato genere, oggi siamo davvero davanti ad un momento di diffusione di contenuti a livelli mai avuti prima, che genera “emergenti” in ogni angolo. Pensi che ci sia una costante a livello stilistico o ispirativo negli emergenti che conosci o con cui lavori, che li accomuni in qualche modo? Se si, cosa credi serva per distinguersi all’interno della scena underground oggi, sia come producer che come rapper.

Beh, è ovvio che si tratta di un fattore di moda, ora che siamo nel secondo boom re rap italiano. Spesso sono più oggetto di attenzione colo che riescono a emergere meglio attraverso i social. Oggi come oggi è molto più facile “imparare ” a rappare o scaricare da internet fruty loop e dare dei beat. Io credo che gli artisti nati in questo modo sono destinati a smettere, perché le possibilità materiali fornite dalla tecnologia o semplicemente dalla diffusione dei social, e solo un discreto livello acquisito esclusivamente dalla pratica e nulla di particolare a livello di testi e basi, hanno la prospettiva di una carriera senza sbocchi futuri, che alla fine nemmeno gli interessa fino in fondo sviluppare. Distinguersi oggi è un problema, per i beatmaker forse è più facile, èer un mc è più dura dal momento che un po’ per pratica, tutti raggiungono un discreto livello. Ultimamente cerco il flow in un rapper, molto più che il resto, perché tanti si limitano ad andare a tempo senza interpretazione e “movimento” sul pezzo.
Se devo nominare dei rapper dell’underground che apprezzo ultimamente dico i miei Microfili, Lanaz Khan, Truman Simbio. Ce ne sono molti altri con cui collaboro che stimo.

6) Chi sono i tuoi must, in materia di beatmakers?

Dei big ialiani mi piacciono Dj Shocca, i Crazeology, che sfornano produzioni “classiche” diciamo. Don Joe, e ultimamente apprezzo molto Big Joe.. Dei giovani come me, penso siano molto forti David Hoover, Dj Pole, Retraz, che hanno uno stile molto particolare. Poi c’è Abu Trika, che secondo me è un produttore di livello eccellente, e Yazee, che nel giro è ben noto, ma al di fuori non vanta la conoscenza che merita la sua competenza artistica. E ultimi ma non ultimi, i ragazzi della mia TIMESTRETCH MUSIC.

7) Timestretch Music. Racconta.

Siamo un gruppo di beatmakers. Jhonny Tripla, Biggie Paul e Aly Armando, seguiti poi da Rob Freeman e Battis. Ci occupiamo della produzione di beat che vendiamo online a servizi di missaggio e mastering ( www.timestretchmusic.com ). Siamo anche attivi nel collaborare con molti rapper per i loro progetti.
Tutto è nato dopo il corso di audio engineering, dove ho conosciuto Tripla che mi ha proposto di entrare a far parte di questo progetto insieme ad Aly Armando.
Il primo progetto è stato far uscire per 12 settimane prodotto da noi con un mc che sceglievamo volta per volta. Questo è stato il nostro primo lavoro, che ha il nome di Timestretch Music vol. 1 che è già tutto online e ascoltabile su youtube. Producendo questi singoli ho conosciuto Nerone e abbiamo fatto il pezzo “igno-swing” di cui è stato fatto anche un videoclip che si può vedere su youtube. Una volta entrato in microfili Nerone ha proposto a me come beatmaker per la nuova formazione e gli altri furono subito d’accordo dato che comunque mi conoscevano già e avevano sentito un paio di cose e produzioni. Mi sono trovato questa proposta che devo dire non mi aspettavo, ma che ho accettato con grande piacere perché davvero sono tutte persone positive e dal grande potenziale artistico.

8) Alla luce di questo, nel tuo lavoro ci sono molti impulsi da persone e artisti diversi. Se potessi scegliere, cosa speri di apportare tu personalmente alla scena? e cosa credi che in un certo senso manchi in italia?

Credo che abbiamo tutte le carte in regola per fare del gran rap anche in Italia. Come beatmaker siamo fortissimi e abbiamo dei rapper che scrivono cose di spessore. Io nel mio piccolo personalmente spero di fare bella musica e collaborare con tanti artisti del panorama hip hop e non solo, per potermi arricchire ulteriormente come produttore.L’unica cosa che ci manca credo sia un pubblico più conscious. Quello attuale ancora non è pronto per certe cose, e deve anche far attenzione a cosa ascolta perché tante sono “niente”.

Contatti:
– Facebook (Biggiue Paul) : https://www.facebook.com/biggie.paul.1?fref=ts
– Timestretch Music: https://www.facebook.com/pages/TimeStretch-Music/226371480749066?fref=ts
– Microfili click : https://www.facebook.com/Microfili?fref=ts







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