Hiphopmn

Smania Uagliuns – Intervista

1) Ciao Smania Uagliuns (per chi non li conoscesse: l’mc Pastor Flava, mc e produttore The Agronomist e il coproduttore e strumentista “The Old Dirty Trumpet”). Per prima cosa vorrei ringraziarvi a nome dello staff per la disponibilità concessa per l’intervista. La prima domanda è sempre quella, forse un po’ scontata, ma, a parer mio, fondamentale per capire un mc: come vi siete affacciati al mondo dell’hip hop e qual è stata la scintilla che vi ha fatto iniziare a scrivere e comporre brani?

Abbiamo scoperto l’hip hop guardandolo dalla nostra piccola finestra, in un paesino della Basilicata. Questo ha fatto sì che fosse difficile viverlo, respirarlo veramente, ma noi facevamo il possibile per assorbire più elementi possibili da fanzine e riviste recuperate con grosse difficoltà, dai vecchi vinili trovati con salti mortali o dalle cassettine recuperate da amici sparsi per l’Italia, che divoravamo con la curiosità e lo stupore di un bambino che ha scoperto un mondo totalmente nuovo. Vedevamo i video sul satellite: internet non c’era ancora in una forma decente e cercavamo di raccogliere più materiale e spunti possibili di questa cosa che avevamo idealizzato in maniera forte, totalizzante, di cui avvertivamo il potenziale e le opportunità infinite di espressione. La scintilla è stata immediata non appena lo abbiamo scoperto, ci ha stregato subito il fatto di poterci esprimere tramite quel mezzo e, anche essendo in un luogo isolato e lontano dai punti di cultura, poter dire la nostra e far parte di un movimento così figo.

2) Parliamo del vostro secondo, nonché ultimo, album ” Troglodigital”: il sound che spingete è fresco, caratterizzato da varie contaminazioni di musica Black come il Funk e il soul; cosa vi ha spinto ad unire questa moltitudine di generi e, più precisamente, a quale genere musicale vi ispirate di più o vi sentite più affini?

La musica che facciamo non è propriamente il risultato di scelte, ma piuttosto ciò che viene fuori dai nostri singoli background, dai nostri ascolti e dall’idea che abbiamo della musica e dell’arte in generale.
Noi ascoltiamo tantissima musica molto diversa e ci ispiriamo a differenti movimenti e influenze , anche molto distanti tra loro. Tutte queste influenze sono diventate parte di noi e del nostro essere, dunque le riversiamo nella musica che facciamo. In maniera naturale e spontanea inseriamo nei nostri lavori tutto ciò che ci piace, tutto ciò che ascoltiamo e che rielaboriamo a modo nostro, cercando di offrire la nostra voce, cercando di dare sempre il nostro contributo originale, con una musica che sia solo nostra, solo Smania, cercando di andare completamente oltre i generi.

3) Sempre parlando del vostro sound alternativo e molto variegato, cosa direste al classico “hiphoppettaro” purista per convincerlo della bontà del vostro suono?

Non vogliamo assolutamente convincere nessuno, il purismo è anacronistico, a tratti esilarante. :)
Se ancora tocca spiegare le influenze, le contaminazioni e l’ibrido nel 2014, beh, vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato alla base. La cosa bella dell’hip hop a nostro avviso è proprio la sua capacità di assorbire dal mondo che lo circonda. Per noi la caratteristica fondamentale dell’ hip hop dovrebbe essere l’originalità, lo stile personale e irripetibile, dunque come si può essere originali, nuovi, freschi se non si sperimenta, se non si frulla tutto, se non si urina fuori dal vaso con un po’ di pazzia? Al crociato dell’ hip hop diremmo questo, se proprio dobbiamo dirgli qualcosa.

4) Nel vostro album non ci sono collaborazioni; è una cosa voluta o è solo una coincidenza? Ci sono artisti in Italia con cui vorreste fare una collaborazione ad ogni costo? Se sì, chi?

Diciamo che è stata una cosa abbastanza voluta, vuoi per dare un’impronta totalmente personale al disco, vuoi perché abbiamo cercato di mettere su un concept abbastanza complesso e per alcuni versi “vincolante”. In realtà alcune collaborazioni ci sono, sia in fase di produzione (vedi “Ah Però” con la co-produzione di Donuts e “L’illusione Rmx” con la produzione di Shablo) che in fase di composizione (vedi “Piaccio a Luca” feat. F.Fusco e “L’uomo Sogna di Morire” feat. Dr. Panico). Alcune di queste collaborazioni esulano però dal mondo hip hop e attingono da altri generi musicali, proprio per dare un valore aggiunto che altrimenti non avremmo avuto. Del resto negli ultimi tempi ci siamo allontanati molto dall’hip hop italiano e, in relazione a esso, sono pochissime le cose che riteniamo gradevoli e stimolanti. Una collaborazione che ci piacerebbe? Sempre rimanendo nel genere, uno su tutti Dargen D’Amico, perché a nostro avviso è quello che in Italia fa le cose più fresche e malate a livello di scrittura ed estetica.

5) E se consideriamo la scena USA, qual è l’artista che più di tutti ha influenzato voi singolarmente, anche non per forza nell’ambito del rap?

Umh… qui si potrebbe partire snocciolando una lista infinita di nomi, dirne uno solo sarebbe arduo, ma se vogliamo citarne alcuni tra i principali non possiamo non nominare: Outkast, Parliament e Funkadelic, Prince, Sa-Ra Creative Partners. Spostandoci invece su altri versanti, soprattutto se ci riferiamo alle nostre singole influenze, potremmo citare dai Radiohead ai Muse passando per Daft Punk, Jamiroquai, Depeche Mode, i suoni anglosassoni come il synth pop, le sonorità 80’s ecc. ecc.

6) Voi venite da una realtà che non dà molto spazio e nemmeno possibilità di emergere. E’ stato difficile riuscire a portare il vostro materiale ad un livello nazionale? Qual è stato l’ostacolo più grande?

Puoi dirlo forte. In realtà è stata la nostra croce ma anche il nostro punto di forza, a seconda di come vogliamo vedere il bicchiere. L’isolamento totale, fino ai 19 anni, se da un lato ci ha penalizzato a livello di contatti, scambi, visibilità, ecc., dall’altro ci ha portato a intraprendere un percorso di sperimentazione spontaneo privo di influenze esterne forti. Per questo spesso ci piace definire il genere che facciamo Rural Funk, proprio perché figlio del “disagio rurale”. L’ostacolo più grande, comunque, è che ti ritrovi a 30 anni ad avere le possibilità che forse avresti potuto avere ai 20, allorquando la tua vita poteva davvero prendere una piega differente… abbiamo probabilmente maneggiato più ortaggi che microfoni, ma di questo ne andiamo fieri!

7) “Troglodigital” è uscito nel giugno 2013 e un anno dopo il singolo ” Piaccio a Luca” diventa parte della colonna sonora del 28° festival mix di Milano; cosa vi ha portato a scrivere questo pezzo contro l’omofobia e il pregiudizio e come vi siete sentiti quando avete sentito il ruolo che avrebbe ricoperto?

Ci piace molto esplorare nuovi territori sia per quanto riguarda la parte musicale sia per quella della scrittura. È stimolante per noi avventurarci in tematiche inusuali e ogni volta diverse perché ci porta anche a metterci alla prova utilizzando dei nuovi registri e un nuovo approccio che sia adatto e ben si spalmi sui concetti che trattiamo. Ci piace camminare su percorsi meno battuti e abbiamo trovato subito molto stimolante e adatto a noi creare un brano che si scagliasse contro i pregiudizi e l’omofobia. È stato interessante scrivere un pezzo che si distaccasse da quello che si fa nella musica italiana e soprattutto nel rap, spesso machista, molto spesso ignavo rispetto a tali tematiche. Il riscontro molto positivo che la canzone ha ottenuto e l’essere stati scelti come ospiti e soundtrack del festival MIX Milano è stato un grande onore e un’esperienza unica. Il festival è davvero un pilastro del cinema gay ed è un evento organizzato in maniera impeccabile, dunque se ci hanno scelti vuol dire che anche il nostro brano è valido e ben riuscito. Grazie a “Piaccio A Luca” ci siamo esibiti anche in molti altri posti e contesti importanti (come al Circolo Degli Artisti di Roma proprio per la presentazione capitolina del video stesso o all’Indie Pride al Tpo di Bologna), inoltre il brano è stato trasmesso durante le parate del Gay Pride in molte città italiane. Dunque è stato un brano che in qualche modo ha goduto di vita propria e di cui, grazie alla voce, al ruolo e alla risposta che ha avuto, non possiamo che essere molto soddisfatti.

8) Inoltre voi Smania avete suonato ad altri eventi importanti come il M.E.I. ( dove per altro avete vinto il premio hip-hop) e casa Sanremo; qual è stata la vostra esibizione più significativa ? Dove vorreste trovarvi tra un anno?

Si, abbiamo suonato in molti eventi fighi e importanti nel corso degli anni e ultimamente abbiamo avuto la fortuna di partecipare a manifestazioni davvero interessanti. Per esempio, il 27 settembre ci siamo esibiti al Teatro della Tosse all’interno della manifestazione Genova X Voi ed è stato molto emozionante fare un live in un teatro così importante, strapieno e davanti a esponenti della Universal, cantautori, autori italiani di rilievo e a un’intera scuola di Genova… un’esperienza che ricorderemo. Invece il 18 ottobre ci siamo esibiti all’Indie Pride Festival di Bologna (come dicevamo prima) sempre insieme ad altri artisti e anche in questo caso ci ha resi felici dare il nostro contributo a un evento non così comune e davvero nobile per intenti – grande esperienza anche questa. Tra un anno speriamo di vincere Sanremo, un Grammy, di stare agli Ema e di ricevere bonifici sostanziosi da ogni dove. :) No, corbellerie a parte, possiamo solo sperare di crescere ancora e di continuare a portare la nostra musica in giro sempre di più.

9) L’intervista è terminata! Vi ringrazio di nuovo per il tempo concesso! Un saluto Funky ai fans e allo staff?

I sacerdoti del Rural Funk mandano i migliori auspici a HipHopmn e ai suoi lettori tutti, veicolando il groove del contado siderale alle genti del globo. Peace, Love and Pummudur!

Contatti: https://www.facebook.com/smaniauagliuns?fref=ts




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