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G.Bit e il suo rap “spensierato” | Intervista

G.Bit e il suo rap “spensierato” | Intervista

Dopo Mambolosco (di cui potete leggera la nostra intervista QUI), continuiamo con un ulteriore approfondimento su un altro degli artisti presenti sul palco di Radio 105 del Nameless Music Festival, svoltosi questo weekend in provincia di Lecco. G.Bit l’avrete sicuramente sentito nell’ultimo periodo grazie a tracce come Yuppi, Stupido UAU, caratterizzate da uno stile unico, molto allegro e spensierato che non si prende sul serio, stile che si riflette sia nelle canzoni sia nei video dei pezzi precedentemente citati, altrettanto “colorati”. Dopo la sua esibizione al Nameless, nella quale ha creato molto coinvolgimento col pubblico addirittura scendendo dal palco per cantare in mezzo alla folla, siamo andati quindi a porgli qualche domanda sul suo percorso musicale presente e futuro.

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Innanzitutto, per rompere un po’ il ghiaccio, vorremmo sapere com’è stato per te partecipare ad un evento come il Nameless Music Festival 2018, che ha raggruppato in pochi giorni parecchi nomi grossi.

Sono felicissimo, come ho detto sul palco l’anno scorso ero venuto con Samuel Heron non da artista, e a distanza di un anno poter suonare è stato veramente figo. La risposta del pubblico è stata davvero super, aggiungiamo il fatto che i festival in generale io li amo, quindi è andato tutto per il meglio.

Tornando un po’ indietro nel tempo, prima della tua esplosione mainstream, mi ricordo di te da parecchio prima, ad esempio un featuring nel disco di Paskaman, G.T.A. Nel mezzo tra questi due periodi, cosa c’è stato?

Io faccio questa roba da un sacco di tempo. Tutti gli artisti in genere hanno sempre avuto una sorta di “gavetta pubblica”, mentre io invece non mi sentivo di partire per conto mio, quindi tutte le cose che ho fatto erano feat e collaborazioni, mai una cosa del tutto mia personale. Poi mi son trasferito a Milano, volevo far musica con un’idea, ma non sapevo bene come. È dunque passato un po’ di tempo, ho trovato un lavoro ecc. Gli anni trascorsi hanno fatto sì che riuscissi a partire con le idee veramente chiare e tutto si è sviluppato.

A proposito di Milano, se non erro tu sei di La Spezia, in Liguria. Secondo te, è così fondamentale al giorno d’oggi vivere e lavorare a Milano per un artista rap?

Dipende dagli obiettivi che uno si pone. Per me è fondamentale. Ad esempio, nella mia esperienza, Spezia mi stava stretta per quello che volevo fare. Non c’era confronto, rischi di rimanere solo con te stesso, anche come mentalità. Milano mi ha sempre affascinato, io venivo a trovare Samuel e i miei amici che abitavano a Milano, sapendo che sarei andato ad abitarci, e questo mi è servito davvero molto.
Ripensando a questi ultimi 3 anni, ciò che è successo è anche grazie al fatto che ho vissuto in una realtà in cui volevo vivere.

Il tuo ultimo lavoro (AHAHAH EP) è uscito da pochissimo. Come sta andando il progetto a livello di riscontri?

Una figata, in pratica l’EP è una raccolta di tutte le canzoni che c’erano su Youtube, tutti mi chiedevano “Quand’è che fai Spotify?” e allora abbiamo deciso di farlo uscire, con il feat “Cavolo” insieme a Samuel, che secondo me è una super hit e sta andando molto bene. È uscito il video che sta facendo super numeri, e all’interno abbiamo messo un numero di cellulare, infatti ci stanno tartassando di chiamate (ride ndr).

Negli ultimi anni, per un rapper, è sempre più importante avere una sorta di alchimia con chi produce la parte melodica di un brano. Mi vengono in mente Sfera con Charlie Charle, Tedua con Chris Nolan, oppure la Dark Polo Gang e Sick Luke. Nel tuo ultimo EP tu ti sei affidato a Pankees.

Esatto, Pankees l’ho conosciuto quando son venuto a Milano per fare della roba che poi non è mai uscita. Ma comunque sapevo che potevo contare su di lui, quindi sono rispuntato in studio, gli ho spiegato tutte le mie idee e ci siamo confrontati. Per me è fondamentale il capirsi e mettersi in gioco uno con l’altro e se la roba è figa è proprio perchè ci capiamo. Io non credo nella coppia rapper/beatmaker però credo che per fare un determinato tipo di suono che sia figo è necessario trovarsi insieme in studio e cercare quella complicità.

Quindi potenzialmente i lavori futuri potranno essere anche con altri beatmaker?

Sicuramente sì, però le prossime bombette che usciranno saranno con Pankees.

Un’altra differenza rispetto al passato è quest’ultimo grande ricambio generazionale che ha investito la scena. Ascoltando i tuoi lavori si percepisce uno stile più “scanzonato”, rispetto al rap di una volta. In generale, come lo vedi questo svecchiamento avvenuto negli ultimi anni?

Ora il rap è veramente arrivato a tutti, con tutti i pro e contro. La nostra generazione magari doveva cercarsi un po’ di più le uscite, i dischi, e quindi eravamo in meno ma molto più attenti, c’era attenzione per questa musica. Ora invece è arrivato a così tante persone che quasi te lo spiattellano in faccia, quindi molti ascoltatori sono poco attenti, quasi non fossero dei veri ascoltatori. Comunque sia c’è gente invece che è veramente interessata, e questo è davvero figo.

Parlando invece di influenze musicali, quali sono principalmente le tue? Artisti a cui ti ispiri…
E inoltre, c’è qualche artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Non sono un vero e proprio “fan” di qualcosa o qualcuno, mi ascolto davvero di tutto. Sono molto talent scout, mi piace ascoltare roba che non è conosciuta all’inizio per poi dire “Cazzo, lo sapevo!” (ride ndr). Quindi non ho un artista in particolare, vado molto a periodi. Mi piace tutta la nuova ondata Smokepurpp, XXXtentacion, etc…
Mi piace veramente tutto, riesco ad apprezzare un pezzo soul, un pezzo blues, pop, hardcore, un pezzo con i “bassoni” nuova generazione fino a Kendrick Lamar. Sinceramente non capisco la gente che non riesce a fare questo. Ad esempio mi dicono:“G.bit fai troppe robe spensierate, perché non fai altra roba?”. Semplicemente perché quell’altra roba la puoi ascoltare da un altro.

Per concludere, cosa puoi anticiparci sui tuoi progetti futuri?

Sono già al lavoro su un sacco di cose, che piano piano scoprirete. Quest’estate suonerò un po’ e poi vedrete.

a cura di Francesco Gobbato

G.Bit – “AHAHAH”




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