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Mambolosco e la “nuova Atlanta”. Intervista

Mambolosco e la “nuova Atlanta”. Intervista

Se seguite e siete fan del fenomeno trap che ormai da qualche tempo sta spopolando anche in Italia, sicuramente avrete sentito parlare recentemente della Sugo Gang e in particolare di Mambolosco e per forza di cose vi sarà capitato di sentire su Spotify hit come “Piano Piano Way”, “Guarda come Flexo” “420”. Mambo e la sua gang hanno fatto quindi molto rumore negli ultimi mesi riuscendo a farsi notare in positivo grazie a un sound fresco e di qualità tanto da ottenere in pochissimo tempo milioni di views e stream e da essere notati da Tony Effe della Dark Polo Gang ed entrare quindi nella loro etichetta 777 Entertainment. Inoltre Mambolosco sarà presente sul palco di Radio 105 al Nameless Music Festivaldove suoneranno “big” del calibro di Guè Pequeno, Fabri Fibra, Sfera Ebbasta e molti altri.
Per comprenderne meglio il fenomeno (e in occasione del Nameless Festival, su cui faremo un approfondimento più avanti) abbiamo contatto telefonicamente Mambolosco e fargli qualche domanda sulla sua musica e su ciò che dobbiamo aspettarci in futuro.

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Per rompere il ghiaccio iniziamo con la tua prossima presenza al Nameless Music Festival. Come ti senti all’idea di suonare a un festival così importante condividendo il palco con alcuni tra i big del rap italiano?

Io sono gasatissimo, stra gasato! Non vedo l’ora di spaccare tutto quanto. E’ veramente figo, poi per me è il mio primo festival in assoluto quindi è una grande opportunità!

 

Torniamo alle origini ora. Come nasce Mambolosco e come si forma la Sugo Gang?

Io sono italo-americano, madre italiana e padre americano. Sono nato in Italia e ho vissuto tra qua e gli Stati Uniti, sono bilingue e ho il doppio passaporto e doppia cittadinanza. Quindi per me l’inglese è come l’italiano e l’hip hop lo seguo da giovanissimo. Il mio nome d’arte nasce dal fatto che quando ero in America e i miei cugini mi presentavano ad altre persone dicendo che venivo dall’Italia mi facevano “AH MAMBO ITALIANO!”. Da lì i cugini e tutti quanti hanno iniziato a chiamarmi Mambo e da lì è rimasto; Losco l’ho aggiunto io a questo soprannome quando sono tornato in Italia. La Sugo Gang è iniziata quando ho conosciuto Nashley NΛRDI che è il nostro producer. Nashley un giorno mi fa che stava iniziando a fare musica e voleva coinvolgermi; io comunque facevo e faccio musica da tanto tempo però mai a livello tale da farla uscire e spingerla. Quindi ci siamo detti “Ok, o la va o la spacca” e abbiamo iniziato a fare uscire dei pezzi, ci siamo presi bene e abbiamo deciso di far diventare la cosa più seria e da lì è nata Sugo Gang.

Al contrario di molti nuovi rapper che provengono o vivono in grandi città come Milano o Roma, tu, così come il resto della Sugo Gang, sei di Vicenza. Il non provenire da una grande città ti ha mai penalizzato o ha frenato la diffusione della tua musica?

No, no, anzi! Penso che non devi per forza provenire da un certo posto per far musica. Poi forse a Milano può essere più facile perchè esci in serata, becchi uno, becchi un altro e fai conoscenze utili più facilmente. Ma comunque penso che è il prodotto che porti che ti valorizza, che ti fa girare e che ti eleva. E’ la musica la chiave! Puoi venire pure, che ne so, dalla Finlandia ma se la tua roba spacca allora gira.

 

La collaborazione con la 777 Entertainment come è nata invece?

E’ partito tutto su Instagram. Mi ha scritto Tony, mi ha messo un paio di like e al che ho detto “figo!” e abbiamo iniziato a sentirci, sono andato anche a Roma dove ci siamo conosciuti ed è nato il rapporto così in modo molto spontaneo.

 

La tendenza di adesso negli artisti emergenti è far uscire pezzi con grande frequenza in modo da farsi notare. Nel tuo caso invece dopo “Piano Piano Way”, risalente a Gennaio, non è uscito nient’altro, se non una collaborazione con Gabry Ponte. Come mai?

Sì esatto, c’è stata quella collaborazione che però non è stata troppo spinta. Comunque è avvenuta una situazione interna che ha rallentato un po’ ma adesso inizierà a uscire un casino di roba, ma proprio a fuoco! Mi scuso e mi scuserò coi fan ma adesso ritorniamo! Poi nelle canzoni spiegherò meglio anche cosa è successo, piano piano verrà svelato tutto!

Ho notato che in tutto i tuoi pezzi usciti finora non sei mai da solo sei sempre in compagnia di qualche tuo socio che sia Nashley o altri della gang. Come mai questa cosa? Usciranno in futuro pezzi tuoi da solista?

La verità è che tutto questo successo è stato inaspettato, non era calcolato. Abbiamo iniziato a fare pezzi e video tra noi per il solo piacere nostro. “Guarda come flexo” ha fatto 12 milioni di play su Spotify e pensa che io non avevo nemmeno intenzione di pubblicarla (ride, ndr). Adesso comunque, visto tutto ciò, sto lavorando a singoli miei, mi farò sentire!

 

Quali sono le tue principali influenze musicali da cui ti senti più ispirato?

Sicuramente ora tutto il movimento trap di Atlanta. Comunque io sono cresciuto ascoltando solo hip hop, rap, trap e r’n’b da quando sono piccolo: non ho mai avuto una fase techno, una fase rock’n’roll… io ascolto veramente solo questo! Quindi sin da bambino io guardavo sempre chi era in voga al momento nell’ambiente e ascoltavo, così come adesso. Però quello che mi ha ispirato di più in assoluto è il movimento di Atlanta quindi gente come i Migos, Young Thug Peewee Longway.

 

Per concludere, per quanto riguarda i progetti futuri, possiamo già parlare di un album ufficiale?

Quello ovvio! Un disco è già in cantiere e ci stiamo lavorando. Comunque usciranno come già detto un sacco di singoli e pezzi nuovi. Quest’estate la spacchiamo per bene! Le discoteche e i locali saranno pieni!

a cura di Francesco Gobbato

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