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Alla scoperta di Tedua e della sua Orange County

Alla scoperta di Tedua e della sua Orange County

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Il nuovo lavoro di Tedua è indissolubilmente legato al precedente Orange County ed ancora al suo primo mixtape Aspettando Orange County. Il rapper ligure chiude la sua trilogia con quest’album, aggiungendo 6 inediti ai pezzi prodotti di “Orange County” ed inserendo anche il suo feat con Rkomi nell’ep di quest’ultimo, dal titolo Dasein Sollen.

Come ogni trilogia che si rispetti essa deve avere un filo conduttore che in Sergio Leone può essere il dollaro mentre ad esempio in Iñárritu,  il tema della morte.

Tedua ci narra della sua Cogoleto immaginandola come una fantomatica e sperata Orange County che però al contrario della città descritta nella serie tv ha ben poco a che spartire. Quindi il concept che accomuna i tre progetti è l’adolescenza tormentata del cantante, sballotato da una casa all’altra senza figure di riferimento, in cui egli cerca di prevalere all’interno di un ambiente ostile e colmo di pregiudizi. Per sua (e nostra) fortuna egli riesce a trovare amici su cui contare e fondare addirittura una crew. Questi sono gli stessi che Tedua si porta appresso nella sua vita e nelle sue realizzazioni artistiche.

Vediamo riversata sui testi la rabbia ma allo stesso tempo l’energia e l’umiltà di questo ragazzo che mai si lamenta del suo passato mentre cerca di assommare positività per la sua situazione attuale. Al bivio della sua vita egli ha dovuto scegliere tra la musica e la boxe. Ha optato senza ripensamenti per la prima senza però abbandonare quanto appreso dallo sport. La continua forza nel rialzarsi dopo i colpi subiti, non badando a critiche e perplessità.

Di certo Tedua non manca di far uscire fuori il suo lato più emotivo. Non si vergogna di cantare di amore e sentimenti, rimarcando che delle volte le emozioni possono colpire più forte di certi pugni presi nel quadrato. Non gli importa di essere idolatrato, in particolare come ragazzo di strada e come si è soliti etichettarlo come gangsta.

Vuole solo suscitare qualcosa in chi ascolta e lo segue.

«Nel bene o nel male, purché se ne parli» così asseriva Oscar Wilde nel suo famoso “Il ritratto di Dorian Gray”. Mai frase fu più azzeccata per il rapper della Liguria. Chi lo ama o chi gli rivolge contro polemiche non fa altro che incrementare la sua fama.

Da quando Tedua si è presentato alle luci della ribalta o è stato supportato o è stato disprezzato. Cioè è dovuto in larga parte alla sua particolare scrittura, innovativa ma che richiede una determinata attenzione. Non si può catalogare l’artista in un preciso genere di rap. I suoi incastri, le sue metafore e il modo di riempire il beat lo rende unico. Drill, trap ecc… a Tedua non interessa. Ispirato nelle sue liriche tra gli altri, da un grande come Fabrizio De André evidentemente per le sue origini, il nostro rapper cerca il giusto compromesso fra musicalità e contenuti. Molti non riescono a capire ciò e si fermano alle rigide regole del rap senza godersi appieno chi cerca di introdurre la novità.

In Orange County California notiamo al massimo tutte queste caratteristiche con una scelta di beat molto varia i quali fanno da sfondo ad un cantato o rappato che ben si adegua ad ogni produzione. L’intera parte musicale è affidata a Chris Nolan e Charlie Charles, fatta eccezione per la comparsa di NeozOnTheBeat e il conseguente featuring del rapper francese Coyote. Proprio per quel che riguarda la comparsa di artisti in questo lavoro, notiamo persone già conosciute dall’artista o incontrate nel corso della sua ascesa. Colleghi appunto ma più precisamente amici. Si, perchè la solarità e il lato espansivo del cantante non può che coinvolgere tutti gli artisti che gli sono vicino. Questa sorta di unione fra tutti gli esponenti della nuova scena, come tratto distintivo è forse incarnata al massimo dalla figura di Tedua.

Nonostante il rapper ligure trasferitosi ora in Zona 4 a Milano, coinquilino di Rkomi e altri componenti di questo “collettivo” si sia cimentato con un vero e proprio album ufficiale solo da poco tempo, il suo cammino sta finalmente scorgendo la luce.

Da quando Tedua ha mollato tutto con il primo video della canzone “Lingerie” che vede il featuring di Sfera Ebbasta, egli ha acquistato sempre più visibilità entrando nelle cuffie e nei cuori dei suoi fan grazie alla sua proverbiale empatia con il pubblico. Scelta coraggiosa ma ripagata.

In Orange County California abbiamo mescolanza di temi, di stili di rappare e quant’altro ma il tutto sembra collegato. Ho sempre pensato ad un disco come un viaggio che il cantante vuole intraprendere insieme all’ascoltatore ideale e Tedua è riuscito a pieno nel suo intento. Non resta che aspettare i progetti successivi consapevoli del fatto che egli si stia imponendo nella scena e difficilmente qualcuno riuscirà a fotterlo.

Simone Solazzi




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