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Intervista agli USN (Under Science Naples)

Intervista agli USN (Under Science Naples)

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Diamo il benvenuto su HipHopmn agli Underground Science Naples. E’ da poco uscito “Scienza e Coscienza”, il vostro nuovo progetto: come sta andando? Com’è la risposta da parte dei vostri ascoltatori fedeli e non?

Siamo soddisfatti. Non è il nostro primo disco sia come collettivo che da solisti quindi sappiamo aspetti positivi e negativi quando esce un nuovo disco.

 

Per il vostro collettivo è molto connotante la comunità napoletana. Le opinioni sulla scena partenopea sono diverse. Che idea avete riguardo ciò, visto che voi la vivete 24/7 al proprio interno?

Molto positiva, ma onestamente ognuno di noi segue il proprio percorso, ma non siamo addetti noi a fare determinate valutazioni, siamo troppo di parte.

 

Ricollegandomi alla prima domanda, pensate che il rappare in dialetto sia un punto a vostro sfavore? Avete paura di essere musicalmente parlando “ghettizzati”?

Il Napoletano è una lingua riconosciuta dall’ Unesco perchè parlate ancora di dialetto?

 

Un tema da voi trattato è la disparità tra Nord e Sud. Vi sentite in qualche modo lasciati al vostro destino?

Avete interpretato solo voi in questo modo, l’unico pezzo dove si parla di Sud è “Le due sicilie”, ma non c’entra niente la disparità tra Nord e Sud bensì un raccontare come sono andate realmente le cose durante l’unità d’italia ed in che modo è stata fatta, ma senza nemmeno un senso nostalgico della cosa giusto un chiarimento.

 

Il disco suona molto old school. Non avete mai pensato di approcciarvi ai suoni che dominano nella scena rap italiana? Se la risposta è no, quali motivi vi hanno spinto a rimanere ancorati ai suoni più classici?

Non ci sentiamo ancorati, sono suoni in cui ci identifichiamo e che ci appartengono. Ci piace il Boom Bap, ma pensiamo che la diatriba tra il Rap e la Trap è una cosa sterile e da sfigati. Esiste musica fatta bene e musica fatta male e ci sono trapper bravi ed ognuno è libero di esprimersi sulle sonorità che ritiene più adatte, comunque alla base ci deve essere il rispetto per le persone e poi per quello che fanno.

 

Pensate che il fare musica (non solo rap) sia un’ ancora di salvezza, per dei ragazzi che vivono in ambienti purtroppo “difficili”?

Questa è un’ altra stronzata che fa ancora più “figo” con il rap, la musica può aiutare come lo sport ma se vuoi “sbagliare” lo puoi fare comunque anche se fai successo o emergi con la musica o con lo sport

 

Quali sono stati i rapper da cui avete preso ispirazione per intraprendere questa carriera?  Infine, se aveste l’opportunità di collaborare con un artista straniero la vostra scelta su chi cadrebbe?

Sono tante le fonti di ispirazioni non solo nel panorama Hip Hop e di bravi ne esistono così tanti che sarebbe riduttivo farne uno e poi onestamente di bravissimi ne abbiamo anche in italia che non ci sarebbe nemmeno bisogno di andare all’estero: vedi Giorgia o Mario Biondi. Ma come dicevamo è riduttivo fare nomi.

 

L’intervista è conclusa. Vi salutiamo. Potete usare questo spazio per dire quello che volete.

Grazie per l’intervista è stato davvero un piacere Pace e Rispetto e tutti voi della redazione e ai vostri lettori PEACE!

 

a cura di Simone Solazzi




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