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AA.VV – Lyricist Lounge vol.2 (Recensione)

AA.VV –  Lyricist Lounge vol.2 (Recensione)

lyricist lounge

Tuffo nel passato per questa “compila” di inizio millennio, curata dalla mai troppo compianta Rawkus, rilasciata dopo l’esordio della serie Soundbombing e l’uscita di diversi dischi dei quali alcuni oggi siamo soliti annoverare tra i capolavori del periodo.
Come già detto da chi prima di me il “Lyricist Lounge” è un’occasione, o dovrebbe esserlo, per gli emcee’s emergenti della costa East e non, mentre questo secondo volume che porta il nome del famoso showcase presenta nella tracklist nomi già noti e affermati nel circuito underground quanto in quello mainstream.
Il disco si apre con sedici barre d’improvvisazione entrate già a far parte della storia di questo genere di niente meno che Biggie, figura leggendaria di questa cultura nonchè egli stesso protagonista dei vari open mic organizzati da Danny Castro e Anthony Marshall a suo tempo, anche se proprio Biggie in qualità d’icona e simbolo quanto che di rapper rappresenta l’apogeo delle orbite di casa Rawkus.
Si passa poi a “Oh No” vera e propria Hit di Mos Def, punta di diamante del ex-roaster dell’etichetta, accompagnato da Nate Dogg e Pharaoahe Monch, poi “Makin’it blend” e “Get Up”, rispettivamente Q-Tip e Cocoa Brovaz (meglio noti come Smif’n’Wessun), in particolare non male quest’ultima. La compilation prosegue comunque tra alti e bassi, come quasi tutti i prodotti di questo genere (ma non le compilation Rawkus solitamente): “W.K.Y.A”, “Ms.Fat Booty 2” e “Still Here” gli highlights che non bastano però a far scordare lo skip. Detto questo vi consiglio di recuperare semmai il primo volume, che è anche un doppio CD oltre a reputarlo più interessante, mentre “Soundbombing” e “Soundbombing II” sono le compilation che rendono giustizia a questa etichetta che in un periodo di buio ha saputo far luce nel sottosuolo con tanti dischi (Funcrusher Plus, The Big Picture, Black Star) e tanti progetti interessanti, ma che ha saputo anche come sfilare soldi dalle tasche dei fan con prodotti mediocri seppur curati, originali e di sicuro interesse perlomeno sulla carta – prima di fallire, chiudere e lasciare un vuoto incolmabile specie ad oggi.

Voto: 6,5/10

Matt Rocc




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