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Musteeno & Ffiume – Intervista

1) Ciao ragazzi! Benvenuto per Ffiume, bentornato per Musteeno, su Hiphopmn! Raccontateci come vi siete prima avvicinate all’HipHop e come poi vi siete conosciuti ed è nata la vostra amicizia e collaborazione.

Ffiume: ciao a tutti, io sono FFiume, e ho una storia d’amore con la musica sin da quando ero bambino, già da piccolo smanettavo con cassettine e dischetti, di qualsiasi genere. Ho conosciuto il rap prima e l’hip hop dopo, alla fine degli anni Ottanta, grazie a quello che girava sul mainstream, e poi da lì ho approfondito.
Nel ’90 ho iniziato a proporre e scoprire musica in un’emittente radiofonica locale, facendomi conoscere e conoscendo altri matti come me. Da lì in poi, alla fine del ’92 ho iniziato a scrivere rime e poi a farne in freestyle, entrando in contatto col resto della scena calabra ai tempi, contribuendo a renderla quel che è oggi. In Calabria eravamo pochi, e, tra tutti, i king erano i ragazzi della South Posse di Lugi, l’esempio e gli uomini da battere.
Ho approcciato i giradischi dopo, intorno al ’96, e la produzione nel ‘99. Tutto per necessità. Io e Masta ci siamo conosciuti a Bologna, nel momento in cui entrambi vivevamo là, tramite amici comuni, non ricordo nemmeno io bene come, tra cyphers e birre. Abbiamo avuto un rispetto reciproco immediato. Era il 2002, direi. Da lì siamo rimasti sempre bene o male in contatto, ed eccoci qua.

Musteeno: Salto subito alla seconda. Per la prima pensa a come hai iniziato tu e la storia non sarà troppo diversa. Io ed FF ci siamo conosciuti a Bologna e la cosa che mi ha stupito da subito è stata la sua estrema disponibilità e schiettezza, cosa rara in un contesto nel quale di solito ci si conosceva sfidandosi. Mi ha colpito anche la sua gran conoscenza dei fatti di dischi, labels e affini; oltre che il fatto di condividere buona parte dei gusti in fatto di rap, ovviamente.
Ho un debito di pazienza incalcolabile nei suoi confronti perchè ci siamo manifestati interesse per collaborare da molto tempo ma le cose sono arrivate alla luce solo con anni di tentativi. E ora si sprigionano in tutta la loro schiaffaggine.

2) Musteeno come nasce l’ambizioso progetto di 4 EP (che hai per altro annunciato proprio nella scorsa intervista con noi: http://hiphopmn.blogspot.it/2012/11/musteeno-intervista.html) che associa le 4 discipline con i 4 elementi naturali? Credi che queste si completino vicendevolmente nel panorama chiamato hiphop?

Credo la cosa sia figlia di una cena mal digerita. Mi è sempre piaciuto considerare il fatto Hiphop come una sola energia, un fuoco, che emana le sue forme per adattarsi ai vari contesti, come l’acqua, viaggiando a migliaia di chilometri di distanza, come l’aria, pur rimanendo sempre coi piedi per terra.
L’elemento che tiene insieme tutto ciò, per quel che mi riguarda, è il flusso e la consapevolezza della sua esistenza. E più mi documento ed esperisco e più posso avvertirne gli aspetti positivi e costruttivi. Sto sperimentando quattro sound, quattro approcci alla composizione, quattro sentimenti, quattro discipline che mi piace praticare a vari livelli.
Questi ep sono la mia visione della mitologia di questa cosa qui. Il filo conduttore è il viaggio stesso, alla fine del quale, forse o forse no, avrò raggiunto un qualche tipo di consapevolezza.

3) Ffiume, sono ormai molti i dischi e gli anni di “militanza” segnati sul tuo curriculum, tuttavia sei ancora conosciuto solo da un pubblico di nicchia. Hai notato anche tu questo fatto o cerchi di non dare peso al numero di views e di ascoltatori? Secondo te come mai persone meritevoli come te faticano ad emergere ad un pubblico più ampio?

Premetto: io sento di aver realizzato ancora pochissimo come FFiume, rispetto a quanto avrei voluto o “dovuto”, in un certo senso. Ho seminato parecchio, quello sì, e che molti lo sappiano o meno, va bene così. I risultati di pubblico che ho ottenuto fino ad ora mi vanno benissimo, e comunque non sono una discriminante.
Vorrei arrivare a più gente? Sì, certo, ma non io per me, la mia musica. Sono disposto a dei compromessi per questo? Non credo. Sin da quando ho iniziato, non mi è mai interessato essere famoso tout court. Mai fatto carte false per questo, né venduto mia madre. Ho visto tanti altri farlo, anche vicino a me, ma non era la mia roba. Come diceva Esa, “se era per i soldi producevo house music”. Non m’interessa. Io volevo e voglio “spaccare”, ma in senso qualitativo. Avere le rime musicali, i beats funky come piace a me, la roba che dici “ah, ok, sì, è FFiume”. Qualcosa che io per primo ritenga valido e piacevole da ascoltare.
Di concezione è wildstyle, la missione è stilistica. E non è detto possa interessare a chiunque, specie a chi non ha lo stesso mio codice, ovvero l’hip hop, ed un bagaglio assimilabile al mio.
Il fatto che ormai il rap sia ovunque non significa l’hip hop sia ovunque, ed è quello che succede oggi con molti rappers in classifica o nei reality show. Il mainstream semplica, la classifica massifica. I suoni sono semplici, i testi sono al limite del becero o del banale (spesso tutte e due), è tutto molto finto-sporco quindi pulito, molto “annacquato”.
E’ un bene che ci sia questa sovraesposizione, ma non è bene che questa tenda a negare tutto il resto, e a togliere dignità ad altri approcci, che poi sono diversi per forma e contenuto, ma è dalle differenze che nasce la crescita, non dal “tutto uguale”. Che poi si tratta di assurdità italiane, altrove tra underground e mainstream, seppur con i dovuti filtri, esiste osmosi e interdipendenza.
Mi piacerebbe la mia musica arrivasse a più gente, certo, la mia come quella di altri, però c’è un grosso problema perché questo accada: per come è concepita e spesso realizzata, la mossa è anticommerciale. E’ senza tagli, è ruvida, non è ribellione pronto uso da Esselunga. Ci vuole cultura, in senso ampio, per apprezzare certe cose. Quindi per loro natura sono destinate a restare in una dimensione ristretta, non per tutti. E ben venga! Vedo la mia musica in questo senso. Quindi delle views in sé e per sé “me ne impippo”.
Attento: non è che “cerco di non darci peso”, me ne frego genuinamente. Nel senso che so che esistono, certo, ma non sono sicuramente tutto quel che mi interessa, e non baso su quello il mio fare. Scavo musica assurda su Youtube o in giro sul net che non conosce nessuno, e scialo. Stupisco un po’ quando mi accorgo che cose bellissime non hanno una certa esposizione, e non ti parlo di me, chiaro, ma questo non implica che non siano bellissime, solo che i gusti delle masse vanno altrove…Il valore assoluto non è dato dalla notorietà, anzi…Oggi quindi per emergere in senso più ampio, o mainstream, se vuoi, non serve il talento. Non serve nemmeno la musica. Serve una macchina organizzativa che sappia manovrare le leve giuste del marketing mix, un prodotto X e un pubblico-bersaglio. Dai alla gente quello che vuole. Ma se la roba vale, viaggia con le sue gambine, nella direzione sua, e basta. Se la roba interessa alla gente, funziona, punto. E se tu pensi che qualcuno sia meritorio di andare oltre, amico, support your artist! Condividi la sua musica, fai conoscere il tuo artista, dagli un cinque virtuale, compra le sue uscite e vivitele in mezzo alla gente. Anche questo è hip hop.

4) Quando producete assieme avete un modus operandi che seguite, o lasciate che ogni volta accada nella maniera più spontanea? Quali sono inoltre le vostre maggiori fonti di ispirazione nel panorama musicale?

F: Ascolto molta musica. Leggo diversi libri. Ho idee che mi vengono a trovare. Scelgo suoni, seguo sensazioni, compongo puzzle al campionatore, scrivo su qualsiasi supporto utile (pad, taccuino, pizzini, tutto), e propongo al Masta, o parto da un suo sketch d’idee per arredarlo coi suoni, come nel caso dell’EP. Magma l’ho composta con lui accanto, per esempio, il resto è frutto di scavi in archivio e interpretazione personale degli input ricevuti dal fratello qui. La musica m’ispira, in generale. Ascolto molto e di tutto.
M: Come già ti accennavo ci sono stati eccellenti precedenti come Bloody River. Poi quando abbiamo deciso di quagliare davero sono passato da Francesco e mano a mano che lui cacciava i beats dall’mpc io non smettevo di fare freestyle. Li avrei presi tutti. Diciamo che per poter quagliare ci siamo dati una serie di step da rispettare perchè quando pensi ad un prodotto concreto è una cosa necessaria. La lunga serie di incontri precedenti ha fatto si che le cose andassero da sole.
Per quello che riguarda i miei ascolti attuali posso dirti che sto scavando parecchio tra i compositori nostrani. Da Piccioni a Mazza al supergruppo dei Marc 4. Mi piace il prog rock di casa nostra e in generale sto cercando di affondare la pala nella cultura dalla quale provengo. Le mie figure di riferimento rimangono quelle dell’età in cui ho iniziato e sviluppato la mia passione, ma ho sempre un occhio di riguardo per le nuove generazioni. Fare nomi in questo senso mi pare riduttivo.

5) Entrambi: Dal punto di vista sociale, cercate sempre di prendere spunto dall’attualità o di vivere la musica fuori dallo spazio e dal tempo, come se il rap fosse un mondo a parte?

F:La mia musica parte dal mio quotidiano, da quello che accade dentro ed intorno a me. Ed è la destinazione finale dei miei umori, quindi è un mondo a parte. Ma il rap, come il punk, o quello che ti pare, non è Marte, è qui ora adesso accanto a te. E mentre lo dici è già altrove. Conta come lo dici.
M: Entrambe le cose credo, a seconda di ciò che voglio ottenere in un particolare momento dalla mia musica. Penso di essere un pelo più sbilanciato sul primo versante ultimamente, visti i miei fatti di Street Corner Rap Cypher e Street Arts Academy, ma non disdegno di “farmi i fatti miei” ogni tanto, posto il fatto che anche la roba più intimista e lisergica possa agire in qualche modo sulla realtà circostante. La musica non è mai indifferente alla vita e viceversa.

6) Entrambi: Che progetti avete per il vostro futuro artistico? Potete darci qualche anticipazione per i vostri lavori futuri come dischi, featuring ecc?

F:In primis, da poco è uscito un mio inedito per l’album di Spreco, un giovane produttore calabrese da tenere d’occhio, andate a cercarvelo che male non è. A breve uscirà una posse track della mia Rasklatt5 Family, sarò presente al microfono per il fatto (un solo amore all’Original Drugoh, a Oskie, Irak, O.P. e tutto il resto della posse!). Quindi, a brevissimo uscirà il mio nuovo album in tandem con Irhu, un produttore salentino molto talentuoso. Stiamo finendo le robe in questi giorni, c’è già un singolo sul bandcamp strettoblaster, il resto penso vedrà la luce nei primi mesi 2015…Idem per un paio di EP come producer, per due emcees e amici di spessore, ovvero Ill Vasella e OsakaSansei. Poi ho in sospeso un beat tape per i ragazzi di Ragnampiza, una collabo con dj Cue, e altro materiale già in cottura per un altro album solista. Qualcosa uscirà, dai…
M: Con gli altri 3 ep ne ho da qui all’anno prossimo e sono cambiate ancora un pò di cose per quello che li riguarda, ma le saprete a tempo debito. Intanto godetevi il video di Magma.
http://youtu.be/hm8AubcT1RQ

7) L’intervista si conclude qui! Vi ringraziamo per l’occasione che ci avete concesso e vi invitiamo a salutare i lettori di hiphopmn!

Ciao a tutte e tutti, state bene e datevi il meglio, rispettando voi e chi vi sta accanto. Pace!

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Musteeno: https://www.facebook.com/entermastino?fref=ts
Ffiume: https://www.facebook.com/ffiumee




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