Hiphopmn Il suono classico dei Nonverserrorist - Intervista
Hiphopmn

Il suono classico dei Nonverserrorist – Intervista

Il suono classico dei Nonverserrorist – Intervista

Rugged And Raw

Diamo il benvenuto ai Nonverserrorist, da poco fuori con “Destinesia”, vostro album di debutto, che feedback state ricevendo finora?
Questo disco è il primo di una lunga serie di progetti firmati Nonverserrorist oppure dopo questo disco tornerete a diffondere il progetto sotto altri aspetti come eventi o live?

Ciao a tutti e grazie per averci ospitati. “Destinesia” sta ricevendo buoni feedback, soprattutto legati allo stile e al suono che cattura sia i nostri coetanei che i ragazzi più giovani alla ricerca di brani classici, ed è questo che ci colpisce maggiormente. Crediamo che quando la musica ha una cifra qualitativa e stilistica di rilievo non possa essere anacronistica ed incapace di parlare ai ragazzi. Non si tratta di cavalcare una moda o di creare una tendenza, ma di arte che non può e non deve puntare a durare una stagione.Questo è quello che cerchiamo di fare quando scriviamo.
Il progetto Nonverserrorist non si esaurirà con “Destinesia”, ma stiamo già mettendo insieme il materiale per ritornare in studio. Naturalmente la priorità resta quella di portare “Destinesia” in giro e suonare il più possibile, perché crediamo che sia la maniera migliore per comunicare soprattutto con chi non ci conosce ancora.

Sappiamo che il nome Nonverserrorist si rifà ai “non versi” cioè ai significati nascosti nei versi dei poeti, in questo caso poeti di strada che amano errare, ci chiediamo però come mai avete scelto il nome “Destinesia” per questo lavoro? Inoltre, vi chiediamo se questo disco è nato strada facendo o era prestabilito alla nascita del progetto “Nonverserrorist” (collettivo che ricordiamo è abbastanza attivo nel Barese per quel che concerne i live e le sfide di freestyle).

La Destinesia è una sensazione di smarrimento molto comune, è la percezione di essere arrivati in un posto senza sapere bene come, senza ricordare la strada percorsa. Questo è ciò che crediamo stia accadendo all’Hip Hop o, quantomeno, alla dimensione artistica che viene associato ad esso. C’è una corsa folle a rinnegare, a sconfessare ciò che c’è stato etichettandolo come “vecchio”, senza nemmeno averne compreso il valore oggettivo. Senza conoscere la strada percorsa, si rischia di non sapere dove poter andare. L’album è nato da questa esigenza, abbiamo deciso di mettere insieme la nostra visione delle cose veicolando un messaggio attraverso la musica. Ci siamo resi conto del fatto che i testi stanno perdendo sempre più terreno, all’interno dell’economia dei brani rap e abbiamo fatto esattamente il contrario, puntando sulla parola e sul suo significato. “Destinesia” è il manifesto di ciò che viviamo attraverso la Cultura Hip Hop e Nonverserrorist è la voce che esprime tutto questo. La dimensione del freestyle inteso come sfida l’abbiamo abbandonata del tutto, perché riteniamo che ci sia bisogno di tanto allenamento e in questo momento abbiamo sicuramente altre priorità.

“Destinesia” è un album crudo, con un sound classico, dove si respira la passione e l’amore per questa cultura, cosa però che va in controtendenza con l’andamento attuale di una scena dove il sound che va per la maggiore è un sound decisamente più moderno. È una scelta voluta quella di produrre un disco con un suono classico o è stata semplicemente la cosa migliore da fare visto i vostri background?

La scelta stilistica è stata fondamentale e quasi obbligata. Gran parte del nostro bagaglio formativo è composto da quel tipo di ascolti e per esprimerci al meglio era naturale fare questa scelta. Fin da subito non abbiamo avuto dubbi, del resto l’album nasce proprio dalle produzioni di DoubleJay che ne hanno definito la spina dorsale. I temi affrontati sono vari ed estremamente reali e conferiscono al disco una dimensione molto attuale.

DoubleJay, sei da anni attivo nella scena, sia come produttore che come rapper, il suono che più ti contraddistingue, però, è un suono classico con diverse citazioni ai pionieri del rap italiano, hai mai pensato/provato a spingerti oltre e provare ad adattare le tue produzioni al sound attuale o secondo te la natura prevale su tutto?

Partiamo considerando che un produttore debba saper fare tutto o almeno conoscere il modo in cui certe cose sono fatte. È vero, sono attivo da anni e proprio per questo ho attraversato le varie fasi del rap italiano, sperimentando intimamente tutte le sonorità che sono state di tendenza.
Ad un certo punto mi sono chiesto quale fosse il tipo di sonorità che più rappresentava la mia per-sona, la mia sensibilità e la mia cultura musicale. Ho scelto, quindi, di ripercorrere il solco tracciato negli anni precedenti dalle sonorità classiche e ad oggi cerco di migliorarle. Qualcuno potrebbe chiedersi come si possa migliorare un qualcosa che “suona vecchio”: è molto semplice, cercherò di spiegarmi brevemente.
Le sonorità che ho ripreso sono state prodotte con una tecnologia diversa da quella odierna e limi-tata, per via dell’epoca in cui sono state prodotte; dunque, quello che tento di fare è una sorta di restauro: cerco di produrre un suono classico che sia rinvigorito dalla potenza di calcolo delle macchine che abbiamo a disposizione nel 2018. Per me l’evoluzione del mio stile non sta solo nella scelta stilistica, ma anche nella qualità della scelta dei suoni che stanno alla base di una produzione, dunque nell’ingegneria del suono nella post produzione.
Penso continuamente a quale strada prendere di disco in disco, di beat in beat e di testo in testo.
Tutto mi porta a percorrere il filone della B.A.M. (Black American Music) e man mano che andrò a-vanti inserirò parecchie parti suonate, ritmi swing, armonizzazioni nel canto ecc. La mia evoluzione è già cominciata per quanto mi riguarda. Per fare una citazione cestistica : “trust the process”.

Domanda per Skid: come ti sei avvicinato alla cultura Hip Hop e com’è nata la collaborazione con DoubleJay all’interno dell’intero progetto Nonverserrorist?

Ho conosciuto il rap, alla fine degli anni 80, prima di capire che fosse parte di qualcosa di più grande. Da lì ho cominciato a cercare dischi e informazioni che arrivavano col contagocce, soprattutto in provincia e stando in giro con alcuni amici, ci siamo appassionati al writing prima e alla scrittura dei testi poi. Ho sempre viaggiato tanto per conoscere quante più esperienze legate all’Hip Hop e la mia ricerca prosegue nello studio e nella lettura. L’Hip Hop è la Cultura più presente in tutti gli ambiti che viviamo e spesso non sappiamo neppure quanto questi ne siano stati contaminati, perciò continuo a scavare e a studiare.

Ho conosciuto DoubleJay una quindicina di anni fa nell’ambito di un contest di freestyle che organizzavo a Bari ed è nata un’amicizia vera che mi ha permesso di seguire il suo percorso artistico ed umano da un punto di vista privilegiato. Lavorare assieme è naturale, ognuno porta la propria visione artistica e ciò che produciamo è esattamente la sintesi di ciò che siamo.

Vi chiediamo un parere generale sulla scena rap nazionale, negli ultimi anni come si può notare in TV e in radio, il rap è stato sdoganato, portando anche un ricambio generazionale che ha portato anche a delle novità sotto l’aspetto musicale. Cosa ne pensate di tutto questo?

Avere un ricambio generazionale è fondamentale per avere nuova linfa, ma essere moderni non vuol dire necessariamente distruggere ciò che è stato creato prima. Viviamo nell’era della comunicazione visiva e anche la musica è diventata più immagine che suono; in questo senso il rap sembra essere diventato lo strumento migliore per commentare e giustificare la propria immagine. Di conseguenza il messaggio veicolato dai pezzi che nascono con questa finalità è vuoto, sterile, capace di generare solo altra competizione sulla base dell’immagine e non della sostanza.
Tuttavia non è tutto perso, se si ha la voglia e la passione per la ricerca, ci sono tanti artisti giovani che producono musica di grande qualità e non perdono il contatto con le proprie radici, elevando il livello tecnico del rap e, sotto tanti aspetti, anche dell’Hip Hop. Non bisogna mai generalizzare, ma cercare e premiare chi lo merita.

Infine vi anticipiamo che con voi partirà una nuova iniziativa di Hiphopmn, allegata alla vostra intervista ci sarà una playlist di 5 pezzi, quindi a voi la scelta!

La nostra playlist:
1) Gangstarr – Moment of truth
2) Raekwon ft. CeeLo Green – Marvin
3) Anderson .paak – The bird
4) Jedi Mind Tricks ft. Eamon – Fraudolent cloth
5) Nonverserrorist – Destinesia

 

Qua sotto potete trovare la nostra playlist che verrà costantemente aggiornata per ogni intervista fatta! Buon ascolto!

https://www.facebook.com/NonVersErrorist/




Condividi con:

FacebookTwitterGoogleTumblrPinterest

Scrivi un Commento