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Regional Focus #3 Campania – Ego P

Regional Focus #3 Campania – Ego P

Benvenuti su “Regional Focus”, la rubrica targata HipHopmn. Con essa, cercheremo di dare uno spazio meritatissimo a chi di spazio ne sta avendo molto meno di quello che gli sarebbe dovuto. Procederemo per regioni, dal sud verso il nord ed ogni puntata sarà incentrata su un rapper diverso ogni volta. Cercheremo, per altro, di far conoscere tutti gli aspetti dell’artista a cui ci stiamo avvicinando, componendo un intervista che abbia anche il valore di biografia, per chiunque si volesse approcciare al rapper in questione.

Terzo atto di questa nostra rubrica. Fino ad ora abbiamo intervistato un vero e proprio colosso del rap nazionale (il campione di freestyle Noema) e due ragazzi molto in gamba che hanno rappresentato Reggio Calabria (Maso e Zema della Distretto 12 Crew). Oggi, invece, saliamo ancora un po’il nostro stivale, fino in Campania, per parlare con un ragazzo che a noi di HipHopmn piace tantissimo (Infatti gli abbiamo pubblicato in esclusiva ben 3 ep): Ego P, da Caserta.

01) Allora Ego, cerchiamo di ricomporre un po’ la tua “carriera” da rapper per chi si vuole avvicinare a te. Quando e come ti sei avvicinato all’HipHop?

Se non ricordo male circa nel 2005, avevo 15 anni (se ci pensi è un po’ l’età in cui tutti si iniziano ad appassionare a qualcosa). Fondamentalmente, in un modo o nell’altro ho sempre avuto a che fare con la musica in generale già dalle elementari; Mi sono avvicinato a questa cultura perché sentivo il bisogno di avere un angolo tutto per me, dove poter dire ciò che volevo e sentivo senza esser giudicato. Insomma era una mia seconda camera dove nessuno poteva entrare se non con il mio permesso.

02) Il tuo rap è abbastanza diverso da quello di molti emergentidella penisola. Decisamente classic, ma soprattutto sembri puntare a liriche molto più profonde della media nazionale. Privilegi soprattutto il testo durante la scrittura di un pezzo oppure punti ad un prodotto il più lineare e massiccio possibile in generale?

Guarda penso che con la crescita, il passar del tempo e l’esperienza ho provato davvero tanti approcci diversi durante la stesura di un testo e soprattutto nella realizzazione del beat (che sia prodotto da me o da qualche altro beatmaker). Inizialmente puntavo tutte le mie forze solo e soltanto sul testo, col tempo ho cercato di far combaciare la parte lirica con quella musicale. Sono del parere che puoi scrivere il tuo testo migliore, che funzioni alla grande e che abbia un significato forte e deciso, ma se non hai un tappeto musicale che riesca a risaltare determinate liriche il testo è fine a se stesso. Alla fine il rap è anche musica, e spesso capita di ascoltare brani dove un beat viene eclissato dal testo o viceversa. Sto cercando di trovare un giusto compromesso per far si che durante l’ascolto si venga trascinati da tutte le componenti di un brano.

03) Cito un commento su youtube sotto il video di “Non ritorneranno”, tuo ultimo video musicale: “Sei uno dei pochi emergenti che punta più sul contenuto che sull’apparenza. Complimenti!” In effetti il video non è girato con una qualità altissima, però la gente sembra aver apprezzato la canzone che ha dato vita allo stesso video. Pensi che i ragazzi che si stanno approcciando negli ultimi anni al rap, abbiano perso fotta e genuinità rispetto a chi si approcciava a questa cultura nel passato?

Quel brano, quel video sono nati per gioco. Ero a cena da un amico quando per puro caso trovo questa strumentale edita su internet, tempo un oretta c’ho scritto su, l’abbiamo registrata e poi è partita la trashata di andare in giro per Milano con una GoPro e fare due riprese. Un montaggiomolto fast e via il “Video” era fuori. Fosse per me non farei nemmeno un video e forse è questo il motivo per cui il video sia scadente, prendilo come “esperimento”; volevo cercare di capire se il messaggio sarebbe arrivato lo stesso nonostante la scarsa qualità visiva, forse ci son riuscito…

I ragazzi di oggi che si stanno avvicinando al rap? Beh loro assimilano ciò che questo mondo immenso chiamato internet gli scaraventa davanti ad un monitor. Forse io sono stato un pelino più fortunato perché quando ho iniziato ancora non c’era tutta questa attenzione verso questa cultura, o comunque non come oggi.

04) Tu hai studiato anche alla SAE di Milano, che per chi non lo sapesse è una delle scuole di “Creative Media” più importanti del mondo. Immagino che lì non hai semplicemente perfezionato il tuo modo di fare beat, ma penso tu abbia imparato di tutto sulla musica in generale. Che tipo d’esperienza è stata?

Premesso che ho appena iniziato il secondo anno in SAE, manca 1 anno e finisco (olè). Più che altro nel primo anno di SAE ho davvero scoperto un mondo a me conosciuto solo superficialmente. Sono riuscito proprio ad acquisire una filosofia di approccio ad una produzione tutta mia; quando sono in studio cerco di far raccontare una storia a ciò che registro e produco (che sia un pianoforte, una chitarra, un basso, un qualsiasi strumento). Certo l’esperienza da fare è ancora molta però pare stiano arrivando i primi risultati.

05) Quando produci lasci semplicemente andare la fantasia o cerchi sempre un suono particolare e distintivo?

Inizialmente non mi importava di nulla, andavo di impatto, mi affidavo a kit trovati in rete e a preset di suoni. Ora prima di iniziare a produrre passo ore solo nella scelta dei suoni, generando praticamente da zero un suono.

06) Parliamo un po’ del tuo ultimo progetto: “Untitled ep”. A distanza di 2 anni quel disco come ti sembra quando lo riascolti ? Cambieresti qualcosa? Ma soprattutto hai intenzione di cambiare il mood di scrittura per i tuoi progetti futuri?

L’ultimo progetto non è “Untitled” ma bensì “Glitchop”, un album prodotto interamente da me e Uppeach (il produttore di tutte le basi del disco). Purtroppo “Glitchop” per una serie infinita di sfortunati eventi non ha avuto ciò che si meritava almeno da parte mia. Comunque tornando ad “Untitled”, non ti nascondo che ogni tanto un ascolto più che piacevole all’ep lo faccio. Ma proprio perché lo reputo maturo e soprattutto, almeno per quanto mi riguarda, fa da divisore tra il vecchio e il nuovo me. Per quanto riguarda l’approccio alla scrittura, almeno negli ultimi anni cerco di dare un mood diverso ad ogni progetto a cui lavoro.

07) La scena Campana è sempre stata un po’ chiusa in se stessa. Molti artisti che al nord hanno anche un discreto successo in Campania alcune volte non vengono nemmeno considerati. Quando sei andato a studiare a Milano hai avvertito molto la differenza con una scena così aperta e capace di inglobare molte tendenze diverse ?

A malincuore ti dico di si. In 6,7 anni ho davvero dato il massimo nella mia piccola provincia. Ho partecipato ad infinite battle, sono andato ad un sacco di serate per supportare e “rubare” qualcosa da chi era più grande e c’era da prima di me. Poi ho iniziato ad organizzare serate; nel giro di 3 anni Caserta ha ospitato artisti del calibro di Mecna, Ghemon, Kaos, Kiave, Mezzosangue, Stokka & MadBuddy, Dj Tsura, MacroMarco, Dj Craim; pensa che la maggior parte dei nomi sopra citati non erano mai stati a Caserta prima che li chiamassi io. Eppure è tutto rimasto lì fine a se stesso. Io vivo a Milano da poco più di un anno ma lo avresti mai pensato che in “poco” tempo mi sarei ritrovato a rappare su un beat di Esa e a cantare sul palco del Leoncavallo con Mastino ed Inoki davanti a circa 300 persone?

08) Quando usciranno i nuovi lavori di Ego p? Produrrai un altro ep da solista oppure hai in serbo qualcosa di diverso?

Io sono fermo davvero da parecchio, tranne per qualche release buttata lì per far capire che “ci sono ancora e sono ancora vivo”, vuoi per questa nuova avventura, vuoi per il trasferimento in una nuova città, vuoi che con quello che ho studiato ho capito che avevo davvero ancora molta strada da fare per produrre un prodotto di un livello superiore rispetto a tutti i miei precedenti. Comunque si, grazie alla SAE, ho conosciuto un ragazzo tra i banchi del campus. E’ un produttore e dj di Perugia davvero promettente e tra l’altro giovanissimo. Si chiama Tesc ed ha 19 anni appena ed assieme stiamo producendo un EP. Sono soddisfatto di come ci stiamo approcciando alla realizzazione di questo progetto. Siamo partiti dal mood che volevamo dare al disco, per poi passare alla scelta dei sample e dei suoni di batteria fino a buttare giù una cascata di bozze. Non sappiamo ancora come, dove, quando e perché uscirà, ma ci siamo ripromessi di avere un prodotto finito in mano dopo l’estate, speriamo bene…foto egop

Ciao Alessio grazie della disponibilità per l’intervista, saluti da tutto lo staff.

Grazie a voi uajù, mega supporto per ciò che fate!!!




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