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Resoconto del MI AMI Festival, tra musica e LIBERATO

Resoconto del MI AMI Festival, tra musica e LIBERATO

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Questo weekend c’è stato un evento che ha calamitato l’attenzione di tutti, sia dei fan che dei siti di settore che ci stanno dedicando articoli al riguardo (noi compresi), ovvero il MI AMI Festival, giunto alla sua tredicesima edizione al Circolo Magnolia vicino all’Idroscalo.
Quest’anno per la prima volta anche noi di HiphopMN abbiamo deciso di parteciparvi, farne un resoconto delle nostre impressioni al riguardo, ovviamente nella giornata di Venerdì 26 dove erano previste la maggior parte di esibizioni rap, come quelle dei già conosciuti Coez, Mecna, Murubutu + La Kattiveria, Dutch Nazari, ma anche nomi più nuovi come Laioung e Carl Brave x Franco126, oltre infine alla prima esibizione live dell’artista di cui tutti parlano e stanno parlando in questi giorni e di cui abbiamo messo il nome nel titolo a caso solo per attirare l’attenzione; sto parlando chiaramente di Liberato, il misterioso artista (o artisti?) dietro ai pezzi “Tu T’è scurdat”e me” e “Nove Maggio”, che stanno spopolando su YouTube.

Di conseguenza, dopo aver perso due navette gratuite che conducevano al Magnolia, arriviamo sul posto, entriamo, veniamo sommersi da flyers, buoni gratuiti per cibo, spillette e altri gadget, ci dirigiamo a prenderci qualche birra e un panino per cenare, dopodiché ci dirigiamo al palco dove a breve si sarebbero esibiti Carl Brave e Franco126, che ormai si sono fatti conoscere molto grazie alla loro musica un po’ rap, un po’ indie, un po’ tante cose che non abbiamo voglia di etichettare. È la prima esibizione “grossa” della giornata e c’è parecchio pubblico in loro attesa, poi arrivano, salutano il pubblico e iniziano a suonare molti pezzi del loro progetto “Polaroid”. Ora, non so se quello del MI AMI fosse il loro primo palco di un certo calibro e importanza e quindi ha giocato un certo ruolo l’emozione/inesperienza, o se fosse un “effetto voluto” per infondere maggiore malinconia, però la loro esibizione è suonata un po’ sottotono, quasi scialba.

Ma vabbè pazienza, ci spostiamo al palco dove suonava Dutch Nazari accompagnato da Sick et Simpliciter, il più piccolo tra i tre palchi del festival e difatti abbiamo un po’ faticato a vedere bene l’esibizione, che per la cronaca è stata di altissimo livello, una delle migliori, con pure un ottima partecipazione di Wairaki (prima conosciuto come Mekoslesh) sempre della crew Massima Tackenza di Padova.

Segue quindi un momento di pausa dove ne approfittiamo di fare altra scorta di cibo e da bere, dopodiché torniamo al primo palco dove si esibiscono praticamente uno dietro l’altro Davide Shorty, Mecna e infine Coez. Tutte e tre performance di alto livello, riescono a coinvolgere molto il pubblico e fondamentalmente sono impeccabili. Forse quella di Mecna è giusto un pochino superiore.

Ci spostiamo in seguito al palco dove aveva già iniziato a suonare Murubutu. Questo live è forse stato quello più strettamente “rap”, Murubutu ha subito fatto suo il pubblico, accompagnato da U.G.O. e un Dj T-Robb. Proprio quest’ultimo, inoltre, ha fatto un piccolo show di turntablism, apprezzato molto dal pubblico.

A questo punto era arrivata l’ora di Liberato, che dal programma avrebbe fatto uno show di circa un quarto d’ora sul palco più grande del MI AMI, quello su cui si erano esibiti poco prima i Baustelle.
La folla era davvero calda e fremeva per scoprire cosa si nascondesse dietro questo nome, tant’è che purtroppo non siamo riusciti ad avvicinarci più di tanto.
Dopo pochi minuti si intravede una figura sul palco (che si scoprirà poi essere Shablo), che inizia un dj-set davvero interessante. Ad un certo punto il palco si riempe di personaggi incappucciati, finché si palesano Izi, Calcutta e Priestess.

Qui potete vedere parte dell’esibizione:
https://www.facebook.com/Hiphopmnofficial/videos/1450267375033002/

Il pubblico, a metà tra il fomentato e lo sconcertato, ha ben accolto la sorpresa, e ha risposto con parecchio interesse.
Ancora adesso non è chiaro quale sarà il futuro del progetto Liberato, ma una cosa è sicura, in un quarto d’ora scarso sono riusciti a alzare l’hype per questo progetto a livelli enormi. Ottima mossa.

Ad esibizione finita ci muoviamo quindi verso l’esibizione della RRR Mob. Il live è stato una vera e propria bolgia, Laioung e compagni si sono passati il microfono alla grande tenendo altissima l’attenzione del pubblico, interagendo inoltre molto spesso con loro.
Il personale della sicurezza è stato messo parecchio alla prova, proprio a causa dell’entusiasmo che si percepiva e della ressa che si è creata contro le transenne.

Purtroppo non siamo riusciti ad assistere al live di Maruego, che presentava in esclusiva il suo nuovo disco “Tra Zenith e Nadir”.

Ci siamo dunque diretti alla fermata delle navette che, in teoria, dovevano riportare i ragazzi verso il centro.
Purtroppo, forse a causa dell’elevato numero di partecipanti di quest’anno all’evento, appena si vedevano le ombre in lontananza, le navette venivano prese letteralmente d’assalto, lasciando parecchie persone a piedi.
Teoricamente il servizio era fino alle 05.00 del mattino, ma data l’enorme mole di persone ancora in attesa di navette ci siamo rassegnati a chiamare un taxi per riportarci verso casa, intorno alle 04.00.

Questa ovviamente vuole essere una semplice critica costruttiva, anche perché l’organizzazione è stata molto puntale per quanto riguarda la durata dei vari live, la pulizia del posto, gli spazi comuni e allestimento dei vari stand.

Per concludere, il MI AMI si riconferma per l’ennesima volta un’ importante vetrina di carattere musicale nonché un punto di riferimento nella scena italiana. Le esibizioni sono tutte di ottima qualità e c’è buona partecipazione del pubblico. Possiamo quindi ritenerci soddisfatti e non ci resta che aspettare la prossima edizione.

 

A cura di Francesco Gobbato e Simone Giorgis




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