Hiphopmn

Sfera Ebbasta – Sfera Ebbasta (Recensione)

Sfera Ebbasta – Sfera Ebbasta (Recensione)

sfdiscoUna premessa breve ma essenziale. Non è “XDVR volume 2”.

È un album maturo, in cui Sfera Ebbasta è consapevole di dover bissare il successo del lavoro precedente.
Allora entra in gioco la sperimentazione. Nuovi sound, nuovo flow e nuovi modi di mettere a nudo se stesso nelle tracce. Non si può dire che il rapper di Cinisello -ribattezzata Ciny– tratti degli argomenti distanti da quelli che lo caratterizzano, ma d’altronde Sfera vuole raccontare ciò che ha vissuto, quello che ha visto, rappresentare coloro che, sforzandosi, ce l’hanno fatta e sopratutto chi non ce l’ha fatta.
Ascoltando il disco non troviamo più la rabbia e la voglia di emergere di “XDVR”, ma la consapevolezza di essere passato dalle panchine ai tavoli della Universal.
La forza di questo prodotto risiede nella consapevolezza del miglioramento, nel successo raggiunto.
Al centro dell’album c’è lui e solo lui. “Introspezione” è la parola chiave attraverso la quale il cantante ci fa entrare nei suoi pensieri, emozioni, traguardi raggiunti e desideri futuri. Quindi è addirittura possibile che uno cresciuto in un quartiere di periferia, forgiato dalla durezza delle sue esperienze riesca a parlarci di una storia d’amore. Può accadere che egli ci racconti di come riesca a vedere una stella particolare, che squarcia il buio che lo ha sempre circondato.

Passando al comparto musicale, la ricerca di suoni diversi è riuscita. Qui però è impossibile non menzionare l’apporto di Charlie Charles, amico stretto e compagno di viaggio di Sfera Ebbasta. La forza di questo beatmaker sta nell’adattare non solo ogni produzione al rapper che si trova davanti, ma a creare l’atmosfera più consona alla traccia.
Se qualcuno può obiettare <<gli argomenti però sono sempre quelli>> di certo non si può dire lo stesso del tappeto musicale. Pur facendo riferimento alla trap qui ogni beat si differenzia per qualche elemento di novità. Un uso dei kick e degli hi hats carattestico di Charlie. Melodie coinvolgenti. Prodotto omogeneo e coeso, mai noioso.

L’unica collaborazione presente nel disco porta il nome di Sch, rapper francese che di sua spontanea volontà ha deciso di partecipare nel progetto. Sfera da parte sua gli ha ricambiato il favore, o meglio piacere, di comparire nel suo album “Anarchie”. Perciò non troviamo featuring italiani. Ulteriore dimostrazione del fatto che Sfera Ebbasta voglia ribadire la sua centralità sia nel suo album omonimo che nel panorama rap nostrano, senza dover ricorrere ai soliti nomi.

I numeri del disco sono davvero allucinanti. Primo in classifica Fimi, Top 10 in 5 paesi europei tra cui la Francia in cui la trap sembra andare per la maggiore. Allora sulla base di ciò, è lecito domandarsi se Sfera sia forse “l’anello di congiunzione” fra la scena italiana e quella internazionale. Chissà un giorno raggiungendo anche i tanto citati Stati Uniti.  Di certo nel nostro paese egli è riuscito a creare un immaginario potente prendendo ovviamente spunto dai rapper d’oltreoceano con i loro indumenti sfarzosi e con sostanze che è meglio non citare. Nel complesso l’auspicata evoluzione è riuscita e molto bene. 11 tracce con cui Sfera fa un decisivo passo, in avanti.


Voto:8

Simone Solazzi




Condividi con:

FacebookTwitterGoogleTumblrPinterest

Scrivi un Commento