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Caneda – Mozart nella giungla (Recensione)

Caneda – Mozart nella giungla (Recensione)

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“Mozart nella giungla è decisamente un mixtape per ogni occasione. Lo potete ascoltare sotto la doccia, mentre vi allenate, mentre passeggiate, quando siete tristi e mentre fate l’amore; vi troverete dentro sempre la giusta spinta per affrontare un qualsiasi momento, grazie a un’arma potentissima nelle canzoni quale è la malinconia che, mi sento di dire, Caneda sa usare molto bene.

E’ un lavoro che non va sottovalutato considerando che sono undici freestyle e suona da Dio!
Voglio infatti subito dare un accenno alle produzioni che sono tutte bellissime e ben composte, ma una parola di riguardo va a Marco Zangilorami, che si è occupato di qualche produzione e ha interamente curato il mix e il master del mixtape. Un nome che avrete probabilmente letto affiancato a nomi come Dargen D’amico, Fabri Fibra, Raige, Marracash e quasi tutti gli altri artisti italiani della scena; una garanzia alle macchine e anche stavolta non si è smentito: tutto perfetto.

Tornando a Caneda, chi lo ha ascoltato precedentemente ritroverà molti temi e parole già incontrate nei suoi testi (come è già successo), ma sa anche che è uno di quegli artisti che potrebbe scrivere anche dieci volte la stessa canzone senza farci mai smettere di apprezzarla, al contrario dei numerosi autori della musica pop italiana che hanno un po’ ‘asciugato’ con le solite cantilene, facendo immeritatemente soldi.
In questo lavoro molti pezzi potrebbero essere dedicati alla stessa persona o comunque ad una “bambina” che fa da termine di riferimento a delle compagne di sesso occasionale, la quale bambina prende voce solo verso la fine del mixtape in ‘Zero Santi’ e in ‘Heroine’ per poi avere l’ultima voce in capito nel remix di Lucciole. Una buonissima voce che ha solo da lavorare meglio sulla pronuncia inglese.

Le tracce di punta sono a mio parere ‘Samurai’, ‘Dove le balene vanno a nascondersi’ e ‘Marlon Brando’, per il resto abbiamo tutti pezzi apprezzabilissimi con dei ritornelli davvero indovinati e belli.
L’unica traccia che tendo a skippare per gusto personale è ‘Lau’.

In generale trovo molto bella la maniera in cui Caneda tratta l’argomento sesso, a differenza di buona parte della scena che ha continuamente in bocca termini dispregiativi come ‘bitch’ o la sua traduzione. Questa, tuttavia,  non vuole essere un’implicita critica agli ‘altri’, semplicemente è molto apprezzabile la differenza di Caneda, che fa entrare l’ascoltatore nel momento in cui lui ha scritto le rime, permettendo un’immedesimazione quasi immediata il più delle volte. Non vorrei sbilanciarmi troppo, ma forse è proprio a questo a cui si riferisce il titolo del mixtape.
Se ancora non fosse chiaro, sono dieci pezzi (dell’undicesimo parlerò a breve) sulla f*ga, parola che non scrivo a caso in quanto mi riferisco alla quinta traccia che si chiama ‘UNPODI’ che ho trovato di una genialità disarmante.
Sul serio: Caneda è più famoso per le sue strofe ignoranti/geniali che per i bellissimi pezzi che ha scritto e come si è spesso detto, il confine tra idiozia e genialità è abbastanza sottile e con questa traccia Caneda conferma che più si è bravi, più si riesce ad essere “ignorantemente” forti, all’occorrenza.

L’undicesima traccia, ‘Raffaello’, è l’unico pezzo dove Caneda parla esclusivamente di sè accompagnato da un pianoforte. Una traccia molto sentita, intitolata Raffaello non a caso, visto che Caneda oltre a scrivere canzoni dipinge quadri. Se volete sentirla, dovete però scaricare il mixtape qui, in quanto non è su Youtube.
Tirando le somme, è indubbiamente un lavoro da mettere in playlist e da consigliare.

8/10
Fenix




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