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Asher Kuno – HallWeedWood Stories Vol.2 (Recensione)

Generalmente quando si pensa alla scena rap milanese, subito vengono in mente i Club Dogo oppure comunque una serie di rapper con un attitudine simile. Invece oltre loro esistono altri mc che preferiscono spingere un rap più crudo, caratterizzato da una notevole tecnica, punchlines, una certa attitudine “tamarra”, autocelebrazione senza esagerare, mantenendo tuttavia un forte legame con le radici della musica rap senza mai sfociare in pezzi mezzi “dance” o sperimentazioni varie come è di moda adesso; uno stile di fare rap che possiamo ricondurre a nomi di spicco dell’underground statunitense, quali Sean Price, Evidence, Ill Bill, Prodigy ecc.
Ed è proprio in questo filone che si posiziona Asher Kuno, veterano della scena hip hop di Milano con alle spalle 6 lavori (tra dischi, mixtape, bootlegs ecc.) e numerose collaborazioni nei dischi dei colleghi quali Jack The Smoker, MDT, Lil Pin o Supa.
Quello di cui ci occupiamo in questa recensione è il suo ultimo lavoro in ordine cronologico, uscito quest’anno: il mixtape HallWeedWood Stories Vol.2, che segue il primo uscito l’anno scorso. Chi ha ascoltato il primo volume si ricorderà un valido lavoro realizzato su strumentali americane, eccetto 4 prodotte da Jack The Smoker, molto maturo che vantava, oltre alle classiche tracce autocelebrative, anche una buona dose di pezzi con contenuti che avrebbero potuto trovare posto all’interno di un prodotto più completo come può essere un disco ufficiale (in caso consiglio di cercarsi su youtube il video di Mani Pulite Panni Sporchi, giusto per avere un’idea).

Per questo secondo capitolo della serie invece la situazione è un po’ diversa: se dovessi riassumere tutto il lavoro in 3 parole userei le seguenti: barre, flow, tecnica.

Difatti ci troviamo di fronte un mixtape nel senso più classico del termine, dove vengono messi da parte i contenuti a favore di un rap molto crudo e di forte impatto dove Kuno e i vari ospiti del tape sfoggiano le loro doti nell’mciing dimostrando una notevole abilità col flow, ricercando la punchline più d’effetto, cimentandosi in extrabeat e tecnicismi vari.

Non c’è una sola traccia che suona scarsa o poco potente: merito di ciò va sicuramente in primis ad Asher Kuno, in forma strabiliante che riesce ad adattare il suo flow egregiamente su ogni strumentale. Nessuna delle sue barre si può considerare scarsa e ad ogni ascolto del tape si riesce sempre ad apprezzare qualche sua nuova rima che prima era sfuggita.

Per quanto riguarda i featuring, i nomi fanno venire le vertigini (in senso buono): sono presenti infatti quelli che (a mio avviso) sono tra gli mc più tecnici e talentuosi dello stivale, quali Coliche e Uzi Junkana, presenti assieme nel terzo estratto del tape Disco Inferno (presente online il video), Johnny Marsiglia, Emis Killa, la cui presenza può far storcere il naso ma esegue bene il suo lavoro, Jack The Smoker (immancabile), Bat, Supa, Nak Spumanti, Zampa, Capstan, Paolito dei Duplici, Micro. Oltre questi abbiamo alcune nuove leve come Paskaman, sicuramente il membro più originale e particolare degli Emigrates Klan, e i bergamaschi Retraz (presente sia alle macchine che alle liriche), Tizle e Freddy Fred. Da segnalare inoltre la presenza di un mc albanese, Rolando.

Per quanto riguarda i beat abbiamo la classica selecta ben fatta di strumentali americane, una base dubstep sul quale Asher rappa assieme a Paolito destreggiandosi bene pure su questo tipo di sound, ma anche un po’ di beats originali: uno di Dj Pole nella traccia Liberazione (che apre il tape), primo estratto del tape  dove Kuno  sputa una serie di rime autocelebrative ma anche con una piccola dose di autobiografia, uno di Jack The Smoker presente pure alle liriche su un pezzo che vede i tre ex Spregiudicati (Kuno, Bat e Jack) dividersi in tre strofe una migliore dell’altra, con pure un ritornello che vi entrerà sicuro in testa.

I restanti beats sono affidati così: 2 a Retraz (uno dei quali è un remix di un pezzo contenuto nel disco Suono Parole sempre di Retraz), uno a NonDireChaz (beatmaker veneto che potete apprezzare pienamente nel nuovo disco di Zampa e Capstan “I Giorni Del Condor”) e tale Veki che si occupa del beat per la traccia con Rolando.
A conti fatti mi sento di segnalarlo tra i migliori mixtape dell’anno, molto potente e ben fatto; chi è avvezzo a questo tipo di rap sicuramente apprezzerà il prodotto in questione, per tutti gli altri invece suggerisco comunque di scaricarlo (in freedownload su www.kunetti.it) per poter godere di un mixtape ottimo sia da pompare nello stereo della propria auto, sia da ascoltare nei momenti vuoti, sia per capire cos’è veramente il rap fatto come Dio comanda.

VOTO: 7.5/10

 

Francesco “Gobba” Gobbato




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