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Sick Boy Simon x Lil Pin x Kennedy – G Morrison EP (Recensione)

TRACKLIST

1) Intro

2) Nosferatu

3) Madonna

4) Hermann Hesse

5) G Morrison Anthem

6) Furious Four

7) Fatality

8) Gola Profonda

9) Benzinai

10) Apollo Uno

11) Alcool & Agave

Siamo giunti alla fine del 2015, e se c’è una parola in grado di riassumere l’intero anno, questa potrebbe tranquillamente essere “TRAP”.

Le basi prodotte in questo stile e che tutt’ora viaggiano sul mercato, sono innumerevoli e hanno ispirato tanti artisti che, chi più e chi meno, hanno deciso di cimentarsi ed utilizzarle.

Ecco, tutto ciò per dire che Sick Boy Simon e Lil Pin mettono ben in evidenza che loro la massa non la seguono, ma che soprattutto non ne hanno bisogno.

I due in questione ci dimostrano con i fatti e con la pratica come non abbiano la necessità di avere beat “esagerati”, in quanto questi sono già armati di rime talmente forti, d’impatto e dirette che spesso farete fatica a non perderne qualcuna (ad ogni ‘POW’ che penserete, loro ne avranno già cacciate un altro paio.. Riascoltare per credere!).

Focalizziamoci un attimo sulla struttura di G Morrison: si tratta di un EP composto da 11 tracce tutte prive di featuring, che vantano di un sound prettamente e rigorosamente Classic Old School. I pezzi sono perlopiù inediti esclusi dai loro prossimi progetti e freestyles, giustificando così il sottotitolo “Sick Freestyles from the Crypt”.

Esperienza ed intelligenza sono le qualità principali che vuol mettere in mostra Kennedy, produttore grazie al quale Sick Boy Simon e Lil Pin riescono a mantenere il suono sempre classico, mai commerciale, dimostrando ancora una volta con quanta facilità, tutti e tre gli artisti in questione, sappiano garantirci progetti underground e distinguersi in tal modo dalla maggioranza della scena italiana attuale.

Citazioni, riferimenti e punch lines sono i punti di forza che emergono di traccia in traccia incrementando la potenza stessa dell’ep, ma che soprattutto mettono in rilievo le innumerevoli capacità dei due Mc’s.

Vantando di flow, metrica e controcazzi, l’improvvisato duo sardo ci sbeffeggia con rime su temi e concetti attuali e non solo, prendendo costantemente di mira l’intera scena hiphop italiana che si è, a detta loro, snaturata nel corso degli ultimi anni.

Gli obiettivi delle loro parole, non si possono di certo contare su di una sola mano: si passa dagli immancabili “leccaculo” di turno che tentano di fare carriera, a cui rispondono “Faccio il disco d’oro senza vendere, senza vendermi / senza svendermi” (Lil Pin in M.a.d.o.n.n.a.), sino ad arrivare alle ultime tipologie di fanbase che si sono venute a formare negli ultimi tempi: groupies, adolescenti in preda alla moda, ai quali loro non hanno alcuna intenzione di approcciarsi, ed infatti dicono “I miei fans sono minori dei tuoi, ma i tuoi sono minori (Lil Pin in Apollo Uno).”
“Pompiamo ancora Notorious, tu pompi Migos” (Sick Boy Simon in M.a.d.o.n.n.a.) è l’ennesima dimostrazione che vogliono darci, per urlare e far capire quanto forti siano le differenze che caratterizzano la loro idea di rap e quella dell’ascoltatore medio attuale.

La rabbia dei due liricisti in questione è spietata e fa sì che i loro piedi ben saldi ci dimostrino, soprattutto con questo EP, quale è il rap di significato a cui loro sono realmente legati e che rimpiangono: beat classici e valori in cima a tutto, tristemente oggi rimpiazzati da un mix letale fatto di superficialità e materialismo.

Insomma, le loro idee e le loro speranze sono abbastanza chiare: Sick Boy Simon e Lil Pin sognano che il Rap ritorni puro ed alle origini, dimostrando a tutti che loro sono pronti e che hanno le carte in regola per combattere e riportare in vita l’underground nostrano.

 

Voto: 8

Gabriella Tibello




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